Minimum Viable Product (mvp): l’importanza di sviluppare un prodotto minimo funzionante

Minimum viable product
Samuele Cottone

Samuele Cottone

Sono un full stack marketer a tempo pieno. Questo per me significa contestualizzare le competenze “a pettine” (comb-shaped) di marketing nel quadro d’insieme del business. Ho lavorato in multinazionali, startup e PMI, gestendo team composti da decine di persone. La diversificazione di esperienze e settori in cui ho operato mi ha permesso di acquisire un approccio specialistico e al contempo una visione olistica. Ogni strategia che ho applicato è legata da un file rouge: trovare soluzioni che apportino una crescita sostenibile al business. Sono un po’ provocatore, un po’ innovatore: provo ad anticipare le esigenze di mercato e guidare i team con cui lavoro, ricordandogli di remare tutti nella stessa direzione.
Samuele Cottone

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Sono un full stack marketer a tempo pieno. Questo per me significa contestualizzare le competenze “a pettine” (comb-shaped) di marketing nel quadro d’insieme del business. Ho lavorato in multinazionali, startup e PMI, gestendo team composti da decine di persone. La diversificazione di esperienze e settori in cui ho operato mi ha permesso di acquisire un approccio specialistico e al contempo una visione olistica. Ogni strategia che ho applicato è legata da un file rouge: trovare soluzioni che apportino una crescita sostenibile al business. Sono un po’ provocatore, un po’ innovatore: provo ad anticipare le esigenze di mercato e guidare i team con cui lavoro, ricordandogli di remare tutti nella stessa direzione.

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L’esigenza n°1 di ogni business, prima ancora di fatturato e profitto, è validare un’idea, poi un prodotto sul mercato ed infine il modello di business.

Senza validazione dell’idea, però, non potrebbe esserci profitto.

La validazione è il primo passo verso l’obiettivo finale.

Ma come fare a validare nel modo corretto un’idea e un prodotto?

Per tutti i fan del metodo lean startup, ricorriamo ad un minimum viable product (mvp) o prodotto minimo funzionante.

In questo articolo scopriremo cos’è e perchè è importante, le diverse tipologie e come l’utilizzo di un mvp sia necessario nell’approccio olistico al marketing, cardine dell’approccio Full Stack Marketing. 

Se sei qui per la prima volta, questo è il 1° sito in Italia sul Full Stack Marketing. Condividiamo idee, esperienze e fonti per costruire le tue competenze comb-shaped e prosperare nel disordine del mondo attuale.  

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Minimum viable product: origini e definizione

Minimum viable product (mvp): l'importanza di sviluppare un prodotto minimo funzionante

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Per Minimum Viable Product (o, in acronimo mvp), intendiamo la primissima versione del prodotto che abbiamo in mente.

O meglio, la versione minima dell’idea che pensavamo di realizzare, perchè un mvp è spesso ben lontano dal prodotto finale che abbiamo in mente.

E così deve essere.

Se ti stai chiedendo: “perché non progettare ciò che abbiamo in mente, prenderci il tempo necessario, svilupparlo e lanciarlo poi sul mercato per raccogliere feedback?”

E’ molto semplice: il percorso che ti ho appena descritto è quello sbagliato.

Prendersi del tempo per progettare e poi sviluppare un prodotto, può causare dei danni enormi in termini di tempo perso e di denaro investito (a vuoto).

Dopo questo tran tran, il mercato potrebbe bocciare severamente il tuo prodotto, semplicemente non iniziando mai a utilizzarlo o smettendo di farlo dopo pochi giorni.

Cosa fare, allora?

Adottare l’approccio lean startup, teorizzato da Eric Ries (innovazione senza sprechi) e in particolare creare un prodotto minimo funzionante o Minimum Viable Product. 

Questo approccio, rispetto a quello tradizionale di progettazione, funziona perché parte da un’idea (che a sua volta dovrebbe basarsi su un problema riscontrato e da risolvere) e cerca di “andare sul mercato” prima possibile. 

In sintesi, il Minimum Viable Product è il prototipo più semplificato possibile che puoi presentare ad un gruppo di possibili clienti, propensi fin da subito ad utilizzarlo (i cosiddetti early adopter). 




MVP e Lean Startup 

Understanding the MVP (Minimum Viable Product)

Il metodo lean startup propone di operare tramite un ciclo continuo di ideazione-verifiche-modifiche, volto a creare un minimum viable product (mvp) e ad adattare passo passo il prodotto in base ai desideri del cliente.

L’mvp è quindi alla base dell’approccio Lean Startup ideato da Eric Ries. 

Uno dei principi cardine di questo approccio è l’apprendimento convalidato.

Questo principio sostiene che ogni startup/azienda esiste per apprendere come creare un prodotto e venderlo in modo sostenibile, non solo per idearlo.

E questo apprendimento va convalidato da continui esperimenti.

Per effettuare continui esperimenti abbiamo bisogno di muoverci velocemente e senza sprecare risorse.

Per farlo ricorriamo, tra gli altri metodi, al minimum viable product.

Fammi indovinare, stai pensando: “quali tipologie di mvp esistono e come scegliere quella più adatta alla mia idea?”

Andiamo a vederle subito!



Tipologie di Minimum Viable Product 

Why a minimum viable product can be bad for your business

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Adesso sai cos’è un mvp, le sue origini e come si colloca nel contesto del lean startup.

Vediamo tutte le tipologie di Minimum Viable Product che possiamo realizzare.

Dal core feature al mago di oz, passando per il crowdfunding. 

 


Core Feature

Partiamo dal core feature, forse la tipologia di Minimum Viable Product più importante.

E’ la più importante perché prevede lo sviluppo di una versione limitata che comprende una e una sola funzionalità del prodotto che hai in mente.

Perché una sola funzionalità?

Perché devi sviluppare la funzionalità principale, quella che riesce a risolvere il problema per cui stai creando il prodotto, almeno all’80%. 




Concierge

Un Minimum Viable Product che si basi sul Concierge prevede l’utilizzo dell’essere umano per simulare un servizio automatico.

In questo caso, però, il cliente sa che sta interagendo con un essere umano. 

 

Mago di Oz

Il mago di Oz è simile al Concierge, cambiando semplicemente sull’esperienza che l’utente che utilizza il prodotto fa.

Nello specifico l’utente non sa di interagire con un umano, pensando sia un prodotto o servizio del tutto automatizzato. 



Piecemeal

Piecemeal altro non è che utilizzare dei tool di marketing e non, per creare una versione base di ciò che abbiamo in mente (e che realizzeremo in modo personalizzato una volta validata l’idea).


 

Crowdfunding

Il crowdfunding è un processo di finanziamento collettivo. È una pratica di microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse. 

In questo caso è possibile creare un Minimum Viable Product ricorrendo a piattaforme di crowdfunding come Indiegogo, per proporre la propria idea e farla finanziare, prima ancora di realizzarla.

 

Video Demo

Nel video demo, realizziamo un video di presentazione del prodotto o servizio e lo mostriamo ai potenziali clienti.

Valutando il livello di interesse iniziale e le interazioni con il video, comprendiamo se c’è mercato e se vale la pena sviluppare un minimum viable product più importante o passare direttamente allo sviluppo del prodotto.

Questo approccio è molto simile allo smoke test e alla “porta di accesso” del pretotyping. 

 

Pitch deck + Slides

Se tutti i metodi che ti ho elencato fin’ora non sono realizzabili, puoi ricorrere al metodo del pitch a dei finanziatori (business angels, solitamente, vista la fase embrionale in cui si trova la tua idea).

Cosa fare?

Prepara una presentazione snella ed efficace della tua business idea, del problema che risolvi, come lo risolvi e che numeri può generare in proiezione questa cosa.

Se vuoi realizzare una presentazione degna di nota, dai un’occhiata al blog di Maurizio, che si occupa proprio di presentazioni efficaci



Differenze tra Minimum Viable Product e prototipo

MVP e prototyping

Possiamo dire che l’mvp è la fase precedente del prototipo. Molto più vicina al pre-totipo ideato da Alberto Savoia.

La sostanziale differenza consiste nella struttura di prototipo ed mvp.

Un mvp, per definizione, ci consente di validare l’idea di prodotto o la feature principale del prodotto stesso.

Il prototipo, invece, prevede lo sviluppo di tutte (o del 90%) delle caratteristiche che il prodotto deve avere.

Quindi la differenza c’è ed è cospicua, perché il prototipo passa da tutte le fasi tradizionali di progettazione, sviluppo e realizzazione, prima di essere lanciato sul mercato.

Nel caso del prototipo riusciremo a capire “si può costruire? funzionerà?”, ma solo dopo averlo costruito.

Con il minimum viable product rispondiamo in sostanza alle stesse domande, ma impiegando molte meno risorse e meno tempo. 

 


Come si integra nell’approccio Full Stack Marketing

coltellino svizzero

L’articolo sul Minimum Viable Product chiude il cerchio per una visione olistica e al contempo un approccio snello e pragmatico al business.

Insieme all’approccio lean startup, allo smoke test e al pretotyping, ci permette di creare un “percorso da 0 a 1 per la validazione”. 

 

Da full stack marketer è necessario possedere queste competenze per differenziarti e portare impatto positivo.

Conoscere tutte le tipologie di Minimum Viable Product e sapere cosa fare per realizzarlo, ti consentirà prosperare nel disordine del business, nel mondo attuale. 


Conclusioni


Cos’è un Minimum Viable Product (mvp), quali sono le sue origini e il suo significato.

Quali tipologie di mvp esistono, in cosa consiste ognuna di loro e perché sono differenti dal prototipo.

Sono tutti gli aspetti che abbiamo visto in questo articolo sul MVP.

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